Oggi la JSF, la Jabber Software Foundation ha proposto due estenzioni per l’ XMPP,
il Jingle e il Jingle Audio.
E Google nel frattempo ha rilasciato le sue Libjingle, implementazioni delle Jingle e delle Jingle-audio. Librerie che google talk usa per negoziare, stabilire e mantenere le sessioni p2p.
Le licence vengono rilasciate in Berkeley-style license
Incorporare le Libjingle nei vari software, dovrebbe consentire di interagire con Google Talk.
Grazie Jabber, grazie Google!
Aspettando un gateway sip/iax/h323, ovviamente.
La JSF dice:
“Grazie all’ impegno di Google negli standard open, la comunita’ di Jabber puo’ ora costruire una larga serie di nuove applicazioni, dalla voce e video al file sharing, gaming, application casting, shared editing, e whiteboarding
riferimenti:
http://www.jabber.org/press/2005-12-15.shtml
http://code.google.com/apis/talk/index.html
http://googletalk.blogspot.com/2005/12/jingle-all-way.html
http://agnv.blogspot.com/2005/12/google-talk-releases-voip-protocol-and.html
http://www.voidstar.com/node.php?id=2633
http://www.corante.com/getreal/archives/2005/12/15/
jabberorg_releases_open_voip_and_multimedia_protocols.php
Posted by becks as Voip, IM, Tech, Protocol at 10:53 PM CET
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Partendo da questo progetto, ho portato le iaxclient per perl (non un grande lavoro, il lavoro
grande lo hanno fatto questi ragazzi).
Non sono un gran programmatore perl….., quindi non l’ ho testato granche’, ma forse puo’ tornare utile a qualcun’ altro.
per installarlo:
mkdir ~/iaxclient_perl
cd ~/iaxclient_perl
wget http://voxware.ath.cx:8080/iaxclient280505.tar.bz2
tar -jxvf iaxclient280505.tar.bz2
wget http://voip.stepdev.org/iax/iaxclient_perl.patch
patch -p0 < iaxclient_perl.patch
cd iaxclient/lib/
sh ./make_iax_perl.sh
nella directory iaxclient/lib/perl, dovrebbe esserci tutto quello che serve per usare le iaxclient con perl.
La lista di linguaggi con supporto iax, si allarga.
Posted by becks as Voip, Tech, Hack at 2:28 PM CET
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Ieri il parlamento europeo, ha approvato la direttiva sulla conservazioni dei dati:
378 si, 197 no, 30 astenuti…..
Ecco cosa se pensa dataretentionisnosolution.com
La conservazione dei dati non è una soluzione!
I ministri europei della Giustizia e la Commissione Europea vogliono conservare tutti i dati relativi al traffico telefonico e di Internet di tutti i 450 milioni di cittadini europei. Se questo piano vi preoccupa, vi preghiamo di firmare la seguente petizione.
Cosa c’è di sbagliato nella conservazione dei dati? La proposta di conservare i dati del traffico permette di scoprire chi ha telefonato o mandato una e-mail a chi, quali siti web vengono visitati e persino dove si è andati con un telefono cellulare. Le aziende dei telefoni e i fornitori di servizi Internet sarebbero obbligati a conservare tutti i dati relativi al traffico dei propri clienti. La polizia e le agenzie investigative europee avrebbero accesso a tali dati. A Bruxelles sono state avanzate varie proposte, tra loro in competizione, che menzionano periodi di conservazione da 6 mesi fino a quattro anni.

La conservazione dei dati è uno strumento invasivo che interferisce con le vite private di tutti i 450 milioni di abitanti dell’Unione Europea. La conservazione dei dati è una politica che espande i poteri di sorveglianza in maniera senza precedenti. Annulla simultaneamente molte delle salvaguardie fornite dagli strumenti europei di tutela dei diritti umani, come le Direttive sulla Protezione dei Dati e la Convenzione Europea sui Diritti Umani.
La conservazione dei dati permette ai governi di interferire con le vostre vite e le vostre comunicazione private, a prescindere che siate sospettati di un crimine o meno.
La conservazione dei dati non è una soluzione al terrorismo e al crimine!
Nel luglio 2005 il Parlamento Europeo ha adottato un rapporto del parlamentare Alexander Alvaro sul progetto di conservazione obbligatoria dei dati. Il rapporto conclude che la proposta è sproporzionata. Il rapporto mette in dubbio anche la necessità, l’efficacia e i costi per l’industria delle telecomunicazioni e i suoi utenti.
In Europa non è stata condotta alcuna ricerca che supporti il bisogno e la necessità di creare un così ampio database, contenente dati così sensibili, al fine di combattere il crimine e il terrorismo.
Gli attacchi di Londra sono attacchi ai diritti umani. La protezione di questi diritti umani diventa più importante proprio quando i governi e le società si trovano ad affrontare momenti di crisi. La peggior risposta possibile sarebbe compromettere il delicato equilibrio di questi diritti con risposte ispirate dal panico. Una risposta al terrore che consista nella sorveglianza di massa sarebbe un successo enorme per chi ha perpetrato tali attacchi: un massiccio indebolimento dei nostri valori più fondamentali.
Cosa si può fare per fermare questo piano?
Se sei preoccupato dai progetti europei circa la conservazione dei dati, firma la petizione che segue e spingi quante più persone puoi ad appoggiare questa campagna.
Le firme saranno inviate alla Commissione Europea e al Parlamento Europeo.
per gli ultimi aggiornamenti vedere qui
Posted by becks as Social at 12:01 PM CET
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Un’ altro articolo contro skype :) non lo faccio apposta……
Skype e’ destinato a rimanere isolato, almeno finche’ continuera’ ad essere fuori da qualunque standard.
Gli “avversari” di skype si possono unire facendo interagire i propri utenti, poiche’ sembra che bene o male tutti useranno degli standard.
E’ di ieri la notizia che yahoo sta per lanciare il suo servizio VOIP, google ce l’ ha gia’, e msn si sta attrezzando.
E’ probabile, che almeno google e yahoo (se ne esiste la volonta’) potranno usare il voip per comunicare fra loro. E potranno comunicare con tutti i provider sip.
Il perche’ e’ presto detto, entrambi usano standard compatibili, come il protocollo SIP e, probabilmente in futuro enum.
Ecco come funziona brevemente enum:

se dal mio server sip devo chiamare il numero (+39 italia) 02-123123123, il mio server voip provera’ a fare una
query dns dando come chiave il numero (rovesciato) 3213213212093 ai principali dns server enum, come per esempio e164.org
la query di 3.2.1.3.2.1.3.2.1.2.0.9.3.e164.org cerchera’ il campo naptr, che puo’ tornare per esempio:
3.2.1.3.2.1.1.2.3.2.0.9.3.e164.org NAPTR 100 10 “u” “E2U+IAX2″ “!^\\+3902123123123$!iax2:guest@stepdev.org/3902123123123!” .
che contiene il protocollo (iax2), e il server per comunicare via voip con l’ utente finale.
il campo naptr, puo’ essere multiplo, e ritornare per esempio:
IN NAPTR 10 10 “u” “sip+E2U” “!^.*$!sip:paf@swip.net!” .
IN NAPTR 102 120 “u” “mailto+E2U” “!^.*$!mailto:paf@swip.net!” .
in questo caso, dato il numero di telefono, l’ utente puo’ essere contattato tramite sip o mail, ma con preferenza sip
Se la query dovesse fallire, la telefonata viene dirottata sulla normale linea pstn.
Questo facilita di gran lunga l’ interoperabilita’ fra sistemi eterogenei voip, ma anche fra client
diversi come per esempio voce <-> telefono , voce <-> IM e cosi’ via.
L’ integrazione con skype e’ molto lacunosa, non esistendo un api decente (fornita da skype stessa ovviamente) per l’ integrazione con i suoi servizi.
Non credo sia molto lontano il momento in cui gli utenti yahoo parleranno con gli utenti google, che parleranno con gli utenti fwd, etc….. tutti tramite voip.
Ah, ovviamente asterisk implementa gia’ enum.
Posted by becks as Voip, Tech at 6:44 PM CET
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Come gia’ detto qui alcune societa’ stanno cercando di vendere applicazioni per bloccare skype dalle intranet.
Il sistema di skype e’ decentralizzato.

Come si vede da questa immagine, skype e’ composto da nodi e supernodi. Per diventare supernodi, e’ necessario avere un ip pubblico, ed abbastanza cpu/memoria e banda disponibile.
Sotto si vede una rappresentazione dei nodi europei.


Come si vede da questo diagramma di flusso, la procedura per collegarsi al network di skype e’ molto flessibile (forse troppo per alcune intranet).
L’ SC (skype client) cerca di connettersi a un HC (host cache, supernodo) direttamente via udp. Se non ci riesce, prova via http porta 80, se non ci riesce prova un tunnel con una CONNECT sulla 443 tcp. Se esiste un proxy, dovrebbe prendere le credenziali da explorer.
Insomma skype, riesce ad uscire da qualunque http proxy con abilitate le porte 80 e la 443.
Come bloccarlo?
Non e’ possibile bloccare gli HC, perche’ sono dinamici.
In una intanet non e’ plausibile bloccare tutto il traffico in uscita verso http e https… ma esiste un workaround che puo’ diventare un compromesso come viene descritto qui.
Il metodo e’ semplice, ma sembra efficace.
Skype sembra fare sempre delle CONNECT verso degli ip, e non degli hostname.
Configurando in questo modo squid:
# Your acl definitions
acl numeric_IPs urlpath_regex ^[0-9]+\.[0-9]+\.[0-9]+\.[0-9]+
acl connect method CONNECT
# Apply your acls
http access deny connect numerics_IPs all
si bloccano le connect verso ip, ma non verso hostname.
I falsi positivi probabilmente saranno pochi, perche’ e’ molto probabile che quando si visitano siti https, si digiti l’ indirizzo e non il nome.
ulteriori informazioni:
An Analysis of the Skype Peer-to-Peer Internet Telephony Protocol
p2p experts map SkypeNet’s Supernodes
Posted by becks as Voip, Skype, Protocol at 11:13 AM CET
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Ho trovato in rete questo client iax molto carino:
http://voxware.ath.cx:8080/Voxsource
Si tratta di un client python iax, e ha anche una buddylist (con la gui in fltk)
Il client usa le solite iaxclient-lib , attraverso un wrapper con swig.
Altro client che usa il wrap di swig per le iaxclient e’ tclphone, scritto ovviamente in tcl
Molto interessante anche jiaxclient, web applet in java (anch’ esso usa le iaxlib, ovviamente…)
Ormai le iaxclient sono diventate de facto le librerie ufficiali iax, aspettando un rfc definitivo.
Posted by becks as Voip, Tech, Hack at 10:49 AM CET
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