Ieri il parlamento europeo, ha approvato la direttiva sulla conservazioni dei dati:
378 si, 197 no, 30 astenuti…..
Ecco cosa se pensa dataretentionisnosolution.com
La conservazione dei dati non è una soluzione!
I ministri europei della Giustizia e la Commissione Europea vogliono conservare tutti i dati relativi al traffico telefonico e di Internet di tutti i 450 milioni di cittadini europei. Se questo piano vi preoccupa, vi preghiamo di firmare la seguente petizione.
Cosa c’è di sbagliato nella conservazione dei dati? La proposta di conservare i dati del traffico permette di scoprire chi ha telefonato o mandato una e-mail a chi, quali siti web vengono visitati e persino dove si è andati con un telefono cellulare. Le aziende dei telefoni e i fornitori di servizi Internet sarebbero obbligati a conservare tutti i dati relativi al traffico dei propri clienti. La polizia e le agenzie investigative europee avrebbero accesso a tali dati. A Bruxelles sono state avanzate varie proposte, tra loro in competizione, che menzionano periodi di conservazione da 6 mesi fino a quattro anni.
La conservazione dei dati è uno strumento invasivo che interferisce con le vite private di tutti i 450 milioni di abitanti dell’Unione Europea. La conservazione dei dati è una politica che espande i poteri di sorveglianza in maniera senza precedenti. Annulla simultaneamente molte delle salvaguardie fornite dagli strumenti europei di tutela dei diritti umani, come le Direttive sulla Protezione dei Dati e la Convenzione Europea sui Diritti Umani.
La conservazione dei dati permette ai governi di interferire con le vostre vite e le vostre comunicazione private, a prescindere che siate sospettati di un crimine o meno.
La conservazione dei dati non è una soluzione al terrorismo e al crimine!
Nel luglio 2005 il Parlamento Europeo ha adottato un rapporto del parlamentare Alexander Alvaro sul progetto di conservazione obbligatoria dei dati. Il rapporto conclude che la proposta è sproporzionata. Il rapporto mette in dubbio anche la necessità, l’efficacia e i costi per l’industria delle telecomunicazioni e i suoi utenti.In Europa non è stata condotta alcuna ricerca che supporti il bisogno e la necessità di creare un così ampio database, contenente dati così sensibili, al fine di combattere il crimine e il terrorismo.
Gli attacchi di Londra sono attacchi ai diritti umani. La protezione di questi diritti umani diventa più importante proprio quando i governi e le società si trovano ad affrontare momenti di crisi. La peggior risposta possibile sarebbe compromettere il delicato equilibrio di questi diritti con risposte ispirate dal panico. Una risposta al terrore che consista nella sorveglianza di massa sarebbe un successo enorme per chi ha perpetrato tali attacchi: un massiccio indebolimento dei nostri valori più fondamentali.
Cosa si può fare per fermare questo piano?
Se sei preoccupato dai progetti europei circa la conservazione dei dati, firma la petizione che segue e spingi quante più persone puoi ad appoggiare questa campagna.
Le firme saranno inviate alla Commissione Europea e al Parlamento Europeo.
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